Scienziata e inventrice, Gitanjali Rao è anche la prima “Kid of the Year” sulla copertina di Time. Ecco chi è

A soli 15 anni ha già all’attivo diverse invenzioni e il Time l’ha premiata come persona – o meglio kid, ragazza – del 2020. In più, Gitanjali Rao suona il piano, frequenta gli scout, fa il pane in casa

Classe 2005, Gitanjali Rao è nata a Lone Tree, nello Stato del Colorado, un piccolo centro nella contea di Douglas che conta meno di cinque mila abitanti, ma la sua famiglia è di origini indiane.

Frequenta una scuola superiore nell’hinterland di Denver che si chiama “STEM School Highlands Ranch”, dove STEM è l’acronimo di “scienza, tecnologia, ingegneria e matematica”. Quando arriverà il momento si iscriverà al MIT (Massachusetts Institute of Technology) per studiare genetica ed epidemiologia.

 

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Meriti e scoperte: Gitanjali Rao ha studiato e realizzato un dispositivo per individuare il tasso di piombo nell’acqua potabile e una app per verificare atti di cyberbullismo. Ha anche messo a punto un apparecchio che aiuta a diagnosticare la dipendenza da oppioidi da prescrizione in fase iniziale.

Riconoscimenti: premiata nel 2020 dal Time come Kid of the Year – categoria introdotta nel 2020 dal magazine americano che dal 1927 assegna il premio “Man of the year”, poi diventato “Person of the year”, a quella che considera la persona più significativa e influente dei 12 mesi passati. È stata scelta tra cinque mila candidati ed è la prima giovanissima ad aver ricevuto tale riconoscimento. Nel 2019 toccò a Greta Thunberg, che di anni ne aveva 16, e fu la prima persona under 25 a ottenerlo.

Altri riconoscimenti: Gitanjali è stata indicata da Forbes nelle 30 Under 30 più influenti del pianeta. A dodici anni, invece, ricevette il premio da 25mila dollari del Challenge 3M per l’invenzione di Tethys, la sua macchina che rivela la quantità di piombo nell’acqua potabile.

In un’intervista condotta da Angelina Jolie, in veste di collaboratrice del Time, in occasione della nomina a Kid of the Year, ha dichiarato che il suo obiettivo non è «solo inventare qualcosa per risolvere problemi, ma anche essere da esempio per gli altri».

Sempre nell’intervista, ha poi sottolineato: «Io non sono il tipico scienziato: di solito quello che vedo in televisione è un maschio bianco e di una certa età. Evidentemente io sono diversa».

Il suo motto If I can do it, anibody can do itSe io lo posso fare io, voi potete farlo.

Il suo sogno: «creare una comunità globale di giovani innovatori per risolvere i problemi del mondo» (i suoi allievi sono già 30mila), idea che confessò a sua madre quando aveva dieci anni. «Ci troviamo di fronte a vecchi problemi. Siamo seduti su questa pandemia globale ma allo stesso tempo abbiamo da risolvere guai che non abbiamo creato noi, come i problemi dei diritti umani o i cambiamenti climatici o lo smaltimento dei rifiuti. Chiedo ai giovani come me di impegnarsi ognuno nella cosa che più interessa e cercare di risolverla», spiega Gitaljani.

Nel tempo libero: frequenta gli scout ed è una brava pianista. La madre ha raccontato che Gitanjali ha cominciato a suonare da quando all’età di tre anni chiese che cosa avesse potuto fare per aiutare chi era malato e le fu suggerita la musica.

Durante il lockdown, poi, si è dilettata in cucina, dove ha conservato il suo piglio da scienziata: «non sapevo fare il pane, ma mi sono detta “devo riuscirci”. E così ho mischiato degli elementi e l’ho fatto. Ed era anche buono».